Non sapevo più dove vomitare il mio sentire.
Poi mi sono ricordata di questo spazio intimo, così da non scocciare l'altro, non caricare emotivamente nessuno.
L'empatia non mi basta più. Ho bisogno di sentire come sente l'altro, di comprendere cosa vive e vedere come vede.
E questo, con la poesia degli altri, accade.
Accade che nel leggerla o ascoltarla, la poesia mi prenda visceralmente, in uno stato trascendentale dentro il quale io divento quei versi.
"io clown di mare" - un verso di Antonio Lemma, ieri omaggiato a Lanciano, sua città natale.
Quei versi letti a 17 anni, ieri sono tornati a prendermi, a riempirmi, a riconoscermi.
Sentire lo stesso straniamento.
Lo stesso bisogno di comprensione.
La stessa ossimorica dualità.
La stessa ricerca del mare, amico fedele.
Ieri io ero lui. Ero "fuori posto" e dentro anima.
Ho sentito come sente il poeta.
L'altro sono io.
La poesia fa di questi miracoli.
Poi mi sono ricordata di questo spazio intimo, così da non scocciare l'altro, non caricare emotivamente nessuno.
L'empatia non mi basta più. Ho bisogno di sentire come sente l'altro, di comprendere cosa vive e vedere come vede.
E questo, con la poesia degli altri, accade.
Accade che nel leggerla o ascoltarla, la poesia mi prenda visceralmente, in uno stato trascendentale dentro il quale io divento quei versi.
"io clown di mare" - un verso di Antonio Lemma, ieri omaggiato a Lanciano, sua città natale.
Quei versi letti a 17 anni, ieri sono tornati a prendermi, a riempirmi, a riconoscermi.
Sentire lo stesso straniamento.
Lo stesso bisogno di comprensione.
La stessa ossimorica dualità.
La stessa ricerca del mare, amico fedele.
Ieri io ero lui. Ero "fuori posto" e dentro anima.
Ho sentito come sente il poeta.
L'altro sono io.
La poesia fa di questi miracoli.
La poesia innamora.
Non saprò mai se le tue dita
accarezzavano l'aria
o volevano rubare la luce.
In principio inseguii il tuo sguardo
ma immota la mente si trasferì.
Fuori posto vivevo imbattibile
non disperazione in fondo alla gola
non un filo si preannunciò
accarezzavano l'aria
o volevano rubare la luce.
In principio inseguii il tuo sguardo
ma immota la mente si trasferì.
Fuori posto vivevo imbattibile
non disperazione in fondo alla gola
non un filo si preannunciò

Grazie Danila, le tue considerazioni mi emozionano dal profondo perché vengono da una giovane donna che non ha conosciuto l'autore dei versi ma ha compreso la sua poesia, di cui si è innamorata. E' stato commovente anche il tuo intervento ieri, sulla poesia e sul suo potere ammaliante: Tonino ne sarebbe stato felicissimo, amava comunicare la sua poesia a tutti, ma in particolare teneva molto alla comunicazione coi giovani. Grazie tante.
RispondiEliminaGrazie a te, Marcello, per averlo ricordato. Mi dispiace molto non aver avuto modo di conoscerlo di persona, ma i suoi versi lo renderanno immortale. Un abbraccio.
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