martedì 31 dicembre 2019

2020

Domani è solo domani
e io sarò ancora me stessa
a leggere una poesia sconosciuta
strapparmi un sorriso al
pensiero di ciò che diresti
confutare il tuo dire rompendo
gli schemi
dietro le spalle urlare che amo
il rosario infinito del tuo alfabeto
del mio capo testardo
urlo del mondo incastrato nel vento

Domani è solo domani
leggerò una poesia sconosciuta
perdonare l'unica chiave
intrisa d'inchiostro
serra i battenti ad altre mille parole

perdonare il sorriso la mano
lo sputo il veleno animale
quel giorno che volevamo morire

per donare quello che non so dire
un agire confuso foglie e maree

per donare il silenzio amico
tuo caro dolore nel petto

e capire domani domani
è solo domani, spettatore perfetto
-lontano-
oggi vaghiamo sonnambuli muti
bruciare la mano che stringe e non lascia
bruciare tabacco il secondo il rintocco
che dice
Auguri! Auguri!



domenica 22 dicembre 2019

Solutus

L'amore non finisce dicevo
poi il cuore m'è rotolato via
sull'asfalto dei silenzi
quando il vento scompigliato
nei capelli attira
l'angolo dell' occhio
il passo procede senza fretta
nessun sussulto a reclamare
un saluto
un sorriso
ricambiato.


giovedì 12 dicembre 2019

Forse è questo. La poesia uccide, prima di salvarci. Porta ad una scarnificazione che precede l'agnizione, me lo dicesti, ma non capii quanto lacerante fosse il distacco della pelle dalla carne e della carne dalle ossa, quanto tempo si impiega e riconoscersi poi in mille parti e ricomporre di nuovo un unicum che però non è uno, né due, ma molteplice, universale, tendente all'infinito, non più concreto, eppur tangibile.
nel mezzo, nel vuoto sospeso, nuda, in volo fra il rischio di cadere e la tenacia di restare sparisco lasciandomi andare al fluttuare del corpo che sa sopravvive, come non morire.



Le nostre parole sono semi
e attecchiscono solo su terreni fertili.

No, non si può parlare a tutti e con tutti.

Prima di parlare troviamo terreni fertili, così non avremmo sprecato tempo.


mercoledì 4 dicembre 2019

Ogni volta che alzi muri
e non pesi le parole
e chissenefrega penso
se ti perdo
se la rinuncia, in fondo, è la stessa
di sempre
di tutte le volte che ho desiderato
l'irraggiungibile
le medesime volte che ho ricevuto
una carezza, un abbraccio,
il conforto come a dire
non posso, ma ci sono.

Non posso, ma ci sono.

Dove finiscono le parole? Dove le hai nascoste e dove infilo le mie che traboccano
senza senso
come un abbraccio in dieci anni
che vale di più
così una sola poesia per tutta la vita.