giovedì 28 novembre 2019

Sulla perdita insita nel desiderio

La paura della perdita, alle volte, ancor prima del possesso.
No, l'amore non finisce, diventa eterno se è Amore  slegato dal desiderio,  se è amore che supera la perdita e si rinsalda in se stesso.
Continuo ad amare chi ho amato, storie finite, amo le persone, la loro anima, e ancora oggi sono pronta a sguaiare la spada se serve, a difendere,  custodire,  esserci.
Ma solo e soltanto dopo aver superato la paura della perdita. Capire che nessuno ci possiede e non possediamo nessuno.
È un percorso lungo, difficile e  che si ripete ogni volta che è un'anima ad allinearsi con la nostra,  e non un individuo qualsiasi.

mercoledì 27 novembre 2019

"Con te farei un'altra corsa" primo verso
nell' infinito delle parole
un altro incontro, più tardi
e dire ciao è bella la tua bocca
quando scambiamo rime e assonanze
e dire fammi spazio vicino
mi siedo come l'amico della volpe
dai capelli di grano
passare in silenzio il tempo dei giri
intorno al bicchiere quando le corde
suonano leggere e le dita non si bagnano
dire ti voglio bene e sapere che la verità
risiede nel soffio della parola amore
quando è solo speranza, non certezza.
"Con te farei un'altra corsa" tu
infinita io

A tenersi per sempre le mani, da lontano.



domenica 24 novembre 2019

Non posso più


Posso solo la poesia
quando si scalda fra le mani
dentro gli occhi piccoli
delle notti insonni
piangono la stessa mancanza
per un vento diverso che se ne va
non posso più la poesia
se non conosco abbandono
se so l'amore quando è troppo
come soffoca la fortuna
del nido e
te ne regalo un pezzo
il biscotto dentro il tepore di un abbraccio
la carezza ruvida da me a te
e non so niente di come
si riempie l'anima di cielo
e assume forme e colori
nessuna parola risponde il mare.
posso solo la poesia
non posso più la poesia.

D.

venerdì 15 novembre 2019

A

La persona che amo di più
vive fuori dai social e anche fuori dalla vita, dentro i libri, e risponde ad ogni mia domanda con cruda, spietata verità.
In tutti questi anni mi ha abbracciata due volte, e spero non ce ne sia una terza.
La amo di più perché lei è
il mio alter ego
il mio specchio
la mia nemesi
la mia verità.

[Non me ne vogliano gli altri amanti.]


martedì 12 novembre 2019

Restiamo

"avrei voluto, e ora non voglio più niente"
iniziava così l'adagio delle carezze
ed oggi è così che mi sento.
il vuoto non è l'andare via, ma il non essere
dentro la colazione impaurita dei mattini dopo la pioggia
dentro le preoccupazioni alla finestra
nei riccioli incolti e nelle pieghe dei volti
dentro il palmo della mano per la mollica che nascondi a sfamare l'amore
Oppure esserci
nei pensieri di un periodo ipotetico irreale
quando ridiamo e ci feriamo,
quando giochiamo e poi piangiamo.
Ci mancheremo il primo giorno di dicembre.

lunedì 11 novembre 2019

Al tuo cospetto mi presento, nuda, semplice, consunta dal tempo e dal vero, come i sassolini che girano e rigirano sotto il tuo movimento discontinuo. Resto nuda davanti alla tua possenza, scarnificata dalle leggi eterne che rendono te indomabile, me imperfetta. Avrei voluto essere la tua onda migliore, che si eleva a far l’amore con l’aria.
Sono solo una donna che cerca la scintilla ustionante di vita, ma si ferma sull’orlo del piacere e, procrastinando, aspetta e ripete.
    È possibile fermare il giorno che gira su un asse precario, tarlato dal male del mondo? Conosco la caducità delle cose. Abbandono il sentiero pianeggiante dei sogni, recido il filo del palloncino ormai sgonfio e vengo attratta dal labirinto che gli dorme accanto: intrigante è l’ignoto.
Mi ripeto che ho bisogno di stabilità, mente lucida e ferma, e qualche istruzione di vita, ma tu conosci la mia instabilità, l’eterna indecisione di chi sa che scegliere è perdere qualcosa.
Tu calmi le mie tempeste interiori, mentre mi addentro nelle profondità dei tuoi abissi. Un amplesso che oscura persino le stelle.

Danila.


EUGENIO MONTALE, da Ossi di seppia

Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale
siccome i ciottoli che tu volvi,
mangiati dalla salsedine;
scheggia fuori del tempo, testimone
di una volontà fredda che non passa.
Altro fui: uomo intento che riguarda
in sé, in altrui, il bollore
della vita fugace - uomo che tarda
all'atto, che nessuno, poi, distrugge.
Volli cercare il male
che tarla il mondo, la piccola stortura
d'una leva che arresta
l'ordegno universale; e tutti vidi
gli eventi del minuto
come pronti a disgiungersi in un crollo.
Seguìto il solco d'un sentiero m'ebbi
l'opposto in cuore, col suo invito; e forse
m'occorreva il coltello che recide,
la mente che decide e si determina.
Altri libri occorrevano
a me, non la tua pagina rombante.
Ma nulla so rimpiangere: tu sciogli
ancora i groppi interni col tuo canto.
Il tuo delirio sale agli astri ormai 

Autobiografia


Un bradipo può nascere solo di sabato
Incede lento per strada con
curiosità dilagante assorbita negli occhi,
occhi che non vedono bene
Un vestito speciale per il suo compleanno
e la lingua che manca di un suono
zainetto in spalla verso il futuro
contiene paure, ginocchia sbucciate
e lezioni che segnano l’inizio del mondo
Il mondo è crudele, pone sempre una scelta
e lui che vorrebbe sapere a che méta conducono tutte le strade
deve prenderne una, e non guardarsi più indietro
Il caso, si sa, conduce un gioco pericoloso:
mischia, veloce, le carte e il bradipo nudo rimane
nemmeno l’amore sa fare un gioco migliore.
Un giorno, sfinito e deluso, cambia paesaggio
una nuova avventura dipinta di un rosso sbiadito,
di sapori e cultura che aleggia nell’aria
ma non si divora.
Ancora una volta la strada sbagliata: al bivio girare la vita!
Troppi anni ha il suo incedere lento e
decide che vale la pena rischiare una corsa
verso casa, il mare, il sud, la poesia
la poesia innamora e poi uccide
sull’altalena degli eventi
fra gioie e dolori
il bradipo sogna.

A-pathos

Il giorno che passa e non sente
pesarmi negli occhi la malinconia
di una mano che stringe lontana

la ragione combatte con la passione
il suo pezzo di pane e
nemmeno la fame di alzarsi e camminare per strada
cercando risposte sugli alberi muti di foglie

caduta è la neve e non sente rumore,
l’attesa non sente che ho il fiato spezzato,
il giorno è passato e non sente
salire la voglia di non sentire più niente.