lunedì 21 luglio 2014

"impara a difenderti"

"Impara a difenderti"
questo mònito ricorrente e continuo
mi corrode il cervello.
questo mònito
resta tutto ciò che mi hai lasciato e su cui cerco di lavorare,
e non ce la faccio
Riconosco l'attacco, ormai. sempre.
E sarà la diffidenza che mi hai insegnato ad avere per ogni minima avvisaglia di puzza di bruciato.
E ormai non credo più alle parole, se non sono coadiuvate dai fatti.
Ma mi illudo ancora, a volte.
Dovrei imparare a difendermi da me, dalle costruzioni della mente,
le idealizzazioni, le interpretazioni.
Sto bene e ti penso raramente
col sorriso di chi ricorda e perdona.
Hai lasciato questo mònito a scalfire le mie inquietudini
ed io non riconosco più il confine netto fra ciò che è giusto
e ciò che è sbagliato.
e non posso difendermi dagli attacchi insidiosi e poco chiari
quelli non frontali, ma che comprendo apertamente.
e non posso difendermi dai mostri che creo, sono fumo.
e non posso difendermi dalle gioie effimere che durano un battito d'ali
e si perdono e confondono su altri petali
più colorati, più semplici.
E poi
ho paura
che quando imparerò a difendermi
andrai via per sempre.

immaginarsi tigre, ma essere un felino qualsiasi.
mentre tu, che te ne segni la pelle,
mi domando spesso cosa sei realmente!

giovedì 15 maggio 2014

"io, che di sicuro non ho niente"

è forse perché i poeti sono sempre tristi
che scivolano gocce sulla pelle ruvida e secca - e non sembra la mia -
ancora che scrivo e non so vivere.
paleso debolezze e limiti
e chi ci ama non li usa per ferire
e chi non se ne accorge affatto chissà se ci ama lo stesso!
ad un accenno di polvere negli occhi
rivivo
rivivo tutto
il dolore sepolto che trascina con sé tracce eterne e implacabilmente resistenti.
rivivo, rivivo
e rovino.
limiti.
mi fermo come un cavallo distratto e menefreghista
davanti all'ostacolo più alto
oltre il quale c'è una vittoria.
e perdo.
quantificare la perdita.
nulla è paragonabile,   se me ne vado. se te ne vai.

e guardo il soffitto
e vorrei non saper pensare
non riuscire a farlo
a interrogarmi , ad avere dubbi, a rovesciarmi le viscere come se non le conoscessi
come se non mi conoscessi.

"impara a difenderti". forse lo capisco ora, cosa significa.
significa " non esporti".



"ho paura anche di un tuo sorriso
e che il mio cuore salga fino alle labbra...
inventerò qualcosa che saprà portarmi a te"

martedì 6 maggio 2014

"siamo stati parte di uno sbaglio, ma a volte anche qualcosa di un po' meglio"

tipo quando sapevo di poter contare su di te
tipo quando i nostri sguardi si incrociavano e lì non c'era menzogna  che tenesse
tipo quando mi hai chiamata piangendo mentre piangevo come te
tipo quando avevi mille attenzioni affinché stessi bene da te, con te.

e poi  hai mentito, screditato, finto, picchiato duro,
vomitato rabbia
e alla fine, mentre andavo via,
rancore.
ed io ho fatto lo stesso, proprio uguale!! nessun merito e nessuna colpa abbiamo, io e te.


Lei mi ha detto che ancora mi pensi, che la rabbia viaggia sullo stesso filo dell'amore.
mi ha detto che è inutile sperare, però.
che non ti risolverai, nonostante la tua eterna solitudine, se davvero non lo vorrai.( e non lo vorrai)
che io e te siamo stati questo, e ora niente più.

e ti voglio ancora bene,
e lo sai.
e me ne vuoi,
e lo so.

ma è meglio fingere di odiarsi, così la  vita diventa più semplice

e così torno a respirare
a fissare i miei occhi in altri due occhi che mi guardano senza lasciarmi sola
a sentire il calore di una carezza sulla guancia
che è affetto e non possesso
a tornare a credere.
lenire la diffidenza che mi hai regalato
e dare fiducia, di nuovo.

e tu? tu ancora copri di un velo ridicolo la realtà?

se dovessi rinascere lotterei per uccidere i tuoi mostri (e lo so che non capisci),
ma lei dice che devo lasciarli stare per vivere, e non morire.
ed io, ciatu miu, voglio VIVERE.