lunedì 11 febbraio 2019

Quando più della tecnica politica, delude l'essere umano.

Il TU dell'amico immaginario di quando avevo sei anni
Il TU che si è fatto parola incompresa, striscia nera di seppia ferita
Il TU con il quale "voglio parlare per stare vicino a tutti" * nella loro assenza, che è silenzio e percezione amplificata del tutto.
Il TU come l'altra essenza dello stesso sentire, l'amore e il dolore, la poesia e il sole che vibra sul paesaggio di grano.
Il TU, noi figli del mondo consumati dal disamore, fessura attraverso la quale si sta insinuando il male.

*(cit. da "Lettere al padre", Federica D'Amato)

giovedì 7 febbraio 2019

A chi hai scritto oggi?
Cosa vedi dalla finestra? Un pallone sgonfio sulla sabbia o Notre-Dame?
Io penso a Parigi, e la Senna.
Leggo tutto, leggo i pensieri.
Cosa pensi prima di dormire?
Quali sogni realizzi?
Le risposte non ricevute e quelle non date.
Io sto imparando nuove parole
Attesa. Silenzio. Coraggio.
E anche quelle più difficili, quelle che fumano dalle tue labbra
Cos'hai scritto oggi?
Cosa scrivo, ancora, adesso?


                             Gustave Courbet, "ritratto di Baudelaire"

mercoledì 6 febbraio 2019


"fare l'amore è un fiore raro" (cit.) 

So fare l'amore con la poesia, con le parole e con le lacrime
Sento la pelle staccarsi, i brividi disegnare forme e nuovi contorni
al tocco delle mute parole che urlano solo bisogno d'amore
Consolazione.
È questo che cerchiamo da un corpo riverso sulla carta bianca da riempire di nomi nuovi e di umori
di figli mai nati
È questo succhiare dalla vita il dolore
e nel dolore il piacere.
Solitudine.
Irrompe incessante il desiderio di un ultimo orgasmo che non segna la fine, ma solo l'inizio
della paura che il racconto finisca
e vorresti un romanzo che duri tutta la vita.