domenica 20 maggio 2012

nuoto a dorso.

dove sei stata per tutto questo tempo? a rincorrere sogni a ritroso, quelli che da sempre restano chiusi nel cassetto tarlato dal tempo.
tutto quello che non so di te e tutto quello che non sai di me. i fili nuovi e fragili con cui intrecciamo i nostri. chi resta e chi va.
che senso ha tutto questo vivere?
vivere, vivere, vivere...per cosa? per chi?
cammino su mattonelle bianche e nere, e sprofondo ad ogni passo, che ci sia luce o buio un giorno diventa un anno.
ti sento.
se qualcosa non torna, il puzzle non s'incastra, ti sento.
vado lontano, ma cammino all'indietro.
e osservo le labbra increspate che non fanno rima con gli occhi.
corro lontano, ma con il viso rivolto indietro.
non devo guarire. devo accettare. che il mondo non gira intorno alle mie emozioni, che le mie lacrime e i miei sorrisi restano miei. che i ricordi si sotterrano e le aspettative non si alimentano.
mi è solo capitato di vivere, non l'ho scelto io. eppure voglio essere felice.
la felicità non nasce da dentro, perché quando nasciamo piangiamo. la felicità arriva da fuori. da qualcosa o qualcuno che ti fa sentire il cuore leggero.
Quando guardo il mare, sono felice. è un attimo. mi si apre il cuore.
Quando sento il vento penetrarmi nelle ossa, quello gelido d'inverno, sono felice. è un attimo. mi sento pulita.
Quando faccio l'amore.

Ma se mi guardo allo specchio, vedo un fantasma. vivo guardando me dall'esterno, come un pupazzo - giocattolo consunto-
il contesto sociale è una bolgia. sento le pareti stringersi e soffocarmi.
Vado via.
Ti porterei con me, ma tu appartieni alla bolgia dei peccati che rifarei.