domenica 27 ottobre 2019

Che film vediamo stasera?


Poche sono le cose davvero importanti della vita. 
E poi ci sono le cose che ci rendono felici, e sono sempre le più semplici, come pane e pomodoro dentro i pomeriggi dell'affetto. 
La vita non è semplice, ma ciò che ci rende felici aiuta a viverla meglio.
Non dobbiamo rincorrere nulla, è tutto a portata di mano - ricorda Bigongiari.
Un film e un sacchetto di patatine, a volte, può essere la nostra serata migliore.

domenica 13 ottobre 2019

Parola


La parola ha segnato mappe e sentieri sul mio corpo atrofizzato: un gancio fra quel che ero e quel che sarò, per ricordare che il fuoco va alimentato per scaldare, senza bruciare nell'incedio doloso del male.

(Il fumo ritorna sugli occhi e quando urlo nessuno mi ascolta.) 

Il male e il bene sono in equilibrio, per questo possiamo respirare.
Possiamo respirare se è vero che non perdo l'innocenza, se è vero che mi s'apre un ciliegio nel petto.

venerdì 11 ottobre 2019

"Fuori posto" come te.


Non sapevo più dove vomitare il mio sentire.
Poi mi sono ricordata di questo spazio intimo, così da non scocciare l'altro, non caricare emotivamente nessuno.
L'empatia non mi basta più. Ho bisogno di sentire come sente l'altro, di comprendere cosa vive e vedere come vede.
E questo, con la poesia degli altri, accade.
Accade che nel leggerla o ascoltarla, la poesia mi prenda visceralmente, in uno stato trascendentale dentro il quale io divento quei versi.
"io clown di mare" - un verso di Antonio Lemma, ieri omaggiato a Lanciano, sua città natale.
Quei versi letti a 17 anni, ieri sono tornati a prendermi, a riempirmi, a riconoscermi.
Sentire lo stesso straniamento.
Lo stesso bisogno di comprensione.
La stessa ossimorica dualità.
La stessa ricerca del mare, amico fedele.
Ieri io ero lui. Ero "fuori posto" e dentro anima.
Ho sentito come sente il poeta.
L'altro sono io.
La poesia fa di questi miracoli. 
La poesia innamora. 


Non saprò mai se le tue dita
accarezzavano l'aria
o volevano rubare la luce.
In principio inseguii il tuo sguardo
ma immota la mente si trasferì.
Fuori posto vivevo imbattibile
non disperazione in fondo alla gola
non un filo si preannunciò