venerdì 15 maggio 2020

Riconoscimento e Riconoscenza

Nel piccolo saggio "Cos'è la poesia" Milo De Angelis scrive dell'archetipo del Riconoscimento. Dall'Odissea, alle tragedie di Euripide, passando per Dante, fino ai giorni nostri il Riconoscimento non è altro che un "conoscersi di nuovo", forse per questo De Angelis lega il Riconoscimento alla Riconoscenza: egli scrive "esser grati a ciò che ci consente di percorrere passo dopo passo i sentieri del nostro destino". Il Riconoscimento in letteratura avviene fra due personaggi, che han perso le reciproche tracce, fino a ritrovarsi e gioire. Ben lontano dal delfico mónito "conosci te stesso" (γνῶθι σεαυτόν), eppure, a mio giudizio, l'agnizione diventa più profonda e scarnificante, esiziale o salvifica, se rivolta a se stessi. È curioso, io credo, come il sostantivo ἀνάγνωσις (anágnosis) abbia il significato di "riconoscimento", ma anche di "lettura a voce alta" (in Platone, per es.). Leggere a voce alta significa estraniarsi da sé, essere un altro, la voce esce dal corpo come non propria, ma si eleva, risuona e torna, e nel leggere ad alta voce, anche solo per se stessi, possiamo conoscerci di nuovo. Provate a leggere Dante ad alta voce. Risuona in voi diversamente, ci sono passi che portano alla commozione, nel senso latino di "muovere insieme" tutte le sensazioni emotive e fisiche. E io credo che riconoscere se stessi non sia nient' altro che questo Sentire, per l' appunto scarnificante, esiziale o salvifico.

In basso: la nutrice Euriclea riconosce Odisseo, vaso attico a figure rosse, V sec. a.C.

mercoledì 29 gennaio 2020

Lettera a F.

La serietà nel tuo sguardo ammoniva
stai sbagliando, ti stai buttando via
in risposta il mio penetrava i tuoi
occhi verdi gridando ti amo.
Il tempo tortuoso somiglia
ai pensieri e ti ha dato ragione

Ricordo di te l'abbraccio mancato
l'orgoglio di me che stimavi
e la passione violenta
ha bruciato quel filo
quando mi hai detto
"rovini tutto ogni volta"
e ti ho dato ragione, ma era
ormai notte
l'alba di una nuova stagione
senza di te, senza di me.

Se sapessi diresti ancora
a chi mi ha amato in questi anni
che non ho imparato
e risponderebbero
"davanti a un tornado
puoi solo fuggire, o morire"
Una persona oggi però
mi ha ringraziato
alla fine il tornado apre una strada
accogliente d'amore
trova riposo sul petto squarciato
affidato al tumulto d'un fiore.

Io ti direi che invece ho imparato
che ho mollato
la presa urlando
un addio silenzioso
sono oltre, oltre
il vento e le foglie
aspettando le cose
che diventano vere
vere per me.



sabato 4 gennaio 2020

"in ogni libro qualcuno deve morire"*
così nella morte troviamo l'eternità
la paura è un'illusione
distanti altrove indifese arrabbiate
amanti amate incomprese folli
nel giro della coperta
dentro una stretta di mano
senza guardare più indietro
girando la chiave
si vede solo la luce
amore
nessun buio divora
c'è solo la luce
e qualcuno deve morire
il giorno in cui pensi
è bella questa mattina di sole,
resta.


*cit.