La parola ha segnato mappe e sentieri sul mio corpo atrofizzato: un gancio fra quel che ero e quel che sarò, per ricordare che il fuoco va alimentato per scaldare, senza bruciare nell'incedio doloso del male.
(Il fumo ritorna sugli occhi e quando urlo nessuno mi ascolta.)
Il male e il bene sono in equilibrio, per questo possiamo respirare.
Possiamo respirare se è vero che non perdo l'innocenza, se è vero che mi s'apre un ciliegio nel petto.
Nessun commento:
Posta un commento