martedì 6 maggio 2014

"siamo stati parte di uno sbaglio, ma a volte anche qualcosa di un po' meglio"

tipo quando sapevo di poter contare su di te
tipo quando i nostri sguardi si incrociavano e lì non c'era menzogna  che tenesse
tipo quando mi hai chiamata piangendo mentre piangevo come te
tipo quando avevi mille attenzioni affinché stessi bene da te, con te.

e poi  hai mentito, screditato, finto, picchiato duro,
vomitato rabbia
e alla fine, mentre andavo via,
rancore.
ed io ho fatto lo stesso, proprio uguale!! nessun merito e nessuna colpa abbiamo, io e te.


Lei mi ha detto che ancora mi pensi, che la rabbia viaggia sullo stesso filo dell'amore.
mi ha detto che è inutile sperare, però.
che non ti risolverai, nonostante la tua eterna solitudine, se davvero non lo vorrai.( e non lo vorrai)
che io e te siamo stati questo, e ora niente più.

e ti voglio ancora bene,
e lo sai.
e me ne vuoi,
e lo so.

ma è meglio fingere di odiarsi, così la  vita diventa più semplice

e così torno a respirare
a fissare i miei occhi in altri due occhi che mi guardano senza lasciarmi sola
a sentire il calore di una carezza sulla guancia
che è affetto e non possesso
a tornare a credere.
lenire la diffidenza che mi hai regalato
e dare fiducia, di nuovo.

e tu? tu ancora copri di un velo ridicolo la realtà?

se dovessi rinascere lotterei per uccidere i tuoi mostri (e lo so che non capisci),
ma lei dice che devo lasciarli stare per vivere, e non morire.
ed io, ciatu miu, voglio VIVERE.




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