che scivolano gocce sulla pelle ruvida e secca - e non sembra la mia -
ancora che scrivo e non so vivere.
paleso debolezze e limiti
e chi ci ama non li usa per ferire
e chi non se ne accorge affatto chissà se ci ama lo stesso!
ad un accenno di polvere negli occhi
rivivo
rivivo tutto
il dolore sepolto che trascina con sé tracce eterne e implacabilmente resistenti.
rivivo, rivivo
e rovino.
limiti.
mi fermo come un cavallo distratto e menefreghista
davanti all'ostacolo più alto
oltre il quale c'è una vittoria.
e perdo.
quantificare la perdita.
nulla è paragonabile, se me ne vado. se te ne vai.
e guardo il soffitto
e vorrei non saper pensare
non riuscire a farlo
a interrogarmi , ad avere dubbi, a rovesciarmi le viscere come se non le conoscessi
come se non mi conoscessi.
"impara a difenderti". forse lo capisco ora, cosa significa.
significa " non esporti".
"ho paura anche di un tuo sorriso
e che il mio cuore salga fino alle labbra...
inventerò qualcosa che saprà portarmi a te"
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