Quella schiena dritta a sfidare il mondo.
Cammini con passo veloce e impettito.
Accelero il mio passo per raggiungerti e ti prendo la mano prestandoti il fianco.
Ti giri , mi guardi, serri le mascelle e non parli.
Attraversiamo la strada. Insieme. Tenendoci per mano.
Poi ti fermi "Cosa vuoi?" chiedi.
"Tenerti le mani. Baciarti, avidamente e a lungo.
Fare l'amore con te sull'erba, con il mondo ai nostri piedi.
Andare a casa e aspettare che diventi "nostra". E poi restare a guardarti per tutto il tempo che mi resta da vivere."
Hai gli occhi lucidi puntati fissi nei miei.
Hanno il colore delle torbide acque stagnanti su cui la rana portò in spalla lo scorpione.
Mi stringi forte la mano prima di lasciarla.
Ti volti e vai via.
fosse stato vero, non mi sentirei cosi "persa" . ora che distruggo il mondo, per non distruggere me stessa.

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