Sono così scontate queste parole, quando si dicono, troppo spesso. Ed io non le sopporto. La prima volta che le scrivesti erano così vere da fare male.
Oggi te le scrivo io, che più di così non posso, non devo.
Oggi me le dimostri tu.
Ero in procinto di lasciarti andare, per non soffocare mai più la voce , i gesti, i sorrisi che amavo.
E con quel tono di voce, un sorriso ed un gesto hai ripreso il filo del mio affetto e ho letto tutte le parole che non dici...quelle che fanno bene all'anima, e un po' meno a 'sto cuore malandato
"La vita è dura" -mi dicevi-" devi cacciare le palle e farti rispettare"
ed io, invece, volevo tu manifestassi al mondo la dolcezza e la gentilezza che ti contraddistinguono quando butti via le maschere di durezza.
Hai creato la mia corazza, ma non so ancora difendermi , lotto ad armi impari, uso la parola, l'intelligenza, il sarcasmo, il sorriso beffardo che odi così tanto...e a volte basterebbe invece una parolaccia urlata.
Le prime parolacce me le hai tirate fuori tu. Quelle liti incomprensibili, fatte di niente, quel niente che erano parole taciute mascherate di bugie, credendo di fare meno male.
Guardandoci a distanza ritengo che cercassimo reciprocamente di renderci simili volendo il meglio per l'altra.
Ma siamo così diverse! Troppo, direi.
Eppure sarà questa differenza di mondi che ci attrae.
Ho sempre cercato di capire, ma ci sono cose che non si possono capire , né spiegare, accadono.
Avevo bisogno di tempo, di ritrovare me stessa e di ascoltare te.
Ci vogliamo bene. Accade.
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